Dal prossimo febbraio scattano le nuove disposizioni di legge per le etichette

28 settembre 2017

Dal prossimo febbraio scattano le nuove disposizioni di legge: è d’obbligo riportare in etichetta l’origine del riso e della pasta.

I decreti legge che stabiliscono un periodo di 180 giorni di transizione, entrano in vigore a partire dal prossimo mese di febbraio. In Italia diventa legge l’indicazione in etichetta dell’origine del grano e della pasta e del cereale usato per la pasta e il riso. Le indicazioni della pasta scattano il 17 febbraio, mentre per il riso partono il 16 febbraio 2018.

Con questa disposizione l’Italia vuole rispondere sempre di più alle esigenze dei consumatori che desiderano conoscere nel dettaglio la provenienza degli ingredienti.
I due decreti ministeriali introducono in via sperimentale per 2 anni l'obbligo di indicazione dell'origine.

Nello specifico queste sono le novità.

Etichette per la pasta.

È d’obbligo indicare l’ origine del grano, per cui le etichette dovranno riportare le seguenti diciture:

  • Paese di coltivazione del grano, ovvero il nome del Paese nel quale viene coltivato
  • Paese di molitura, ovvero il nome del Paese in cui è stato macinato
  • Se le due fasi sono svolte in Italia, occorre indicare il nome del Paese in cui avviene ciascuna fase

Se queste due fasi di lavorazione sono svolte in più Paesi, le sigle utilizzate saranno Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE.

Inoltre, se il grano duro è coltivato almeno per il 50% in un solo Paese, come ad esempio l’Italia, si potrà usare la dicitura: “Italia e altri Paesi UE e/o NON UE”.

Etichette per il riso.

Sulle nuove etichette del riso devono essere indicati:

  • Paese di coltivazione
  • Paese di lavorazione
  • Paese di confezionamento

Se il Paese in cui avvengono le tre fasi di lavorazione è uno solo, si potrà scrivere ad esempio, “origine del riso: Italia“. Se invece le tre diverse lavorazioni avvengono in Paesi diversi, le nuove etichette riporteranno le stesse sigle valide per la pasta, ovvero UE o NON UE.

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Ancora una volta l’industria alimentare  deve correggere, integrare, aggiornare l’artwork del packaging di numerosi prodotti, rischiando di produrre errori soggetti poi a multe o richiamo degli stessi. L’aggiornamento delle etichette infatti, coinvolge numerose figure, non solo interne aziendali ma anche esterne, come le agenzie creative, le fotolito, gli stampatori. Per coordinare queste persone le aziende dovrebbero dotarsi di un sistema idoneo alla creazione, gestione, controllo, approvazione e successive modifiche del packaging. Una soluzione in grado di aiutare a gestire le complessità, gli aggiornamenti tecnico-legali e le diverse lingue. 

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