Etichette obbligatorie per il pomodoro

12 settembre 2018

È scattato nei giorni scorsi un nuovo obbligo a tutela dei consumatori: l’obbligo di indicare in etichetta l’origine della materia prima per i prodotti derivati del pomodoro, cioè pelati, polpe, concentrati, conserve, salse e sughi composti per almeno il 50 % da derivati.

I prodotti  ottenuti con pomodori coltivati e trasformati in Italia saranno così riconoscibili dalla dicitura “Origine del pomodoro: Italia”.

“È un nuovo passo verso una informazione più completa e chiara nei confronti del consumatore” afferma Andrea Elmi, Presidente Coldiretti Lucca . “L’obbligo di etichettatura di origine era in vigore in Italia solo per le passate ma non per pelati, polpe, sughi e soprattutto concentrati che l’Italia importa dalla Cina. L’obbligo mette un argine al fiume di pomodoro spacciato nel mondo come italiano per la mancanza di un sistema di etichettatura di origine obbligatorio. Da oggi i consumatori potranno finalmente conoscere, sulla confezione, il paese di coltivazione del pomodoro, quello di trasformazione così come avviene per esempio per l’olio extravergine, un’altra battaglia condotta dalla nostra organizzazione”.

I prodotti che non soddisfano i requisiti previsti dal decreto, perché etichettati prima dell’entrata in vigore del provvedimento, possono essere commercializzati entro il termine di conservazione previsto in etichetta.

Entra così in vigore il decreto interministeriale numero 47 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 26 febbraio 2018, definito “sperimentale” e valevole fino al 31 dicembre 2020.

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