Claim: Italianità sul podio

L’analisi dell’Osservatorio Immagino 2019 chiarisce la situazione, definendo quali sono in tendenza e quali sono invece destinati ad un vicino preludio.

11 luglio 2019

Il termine “claim” (chiamato anche “headline” o “slogan”) è generalmente utilizzato per indicare una campagna pubblicitaria o, per essere più precisi, la promessa che il prodotto fa al consumatore.
Esso assume notevole importanza in quanto gran parte di coloro che acquistano prodotti e/o servizi viene spesso influenzato dalla pubblicità del prodotto stesso.

Proprio per questo, oltre al lato estetico, occorre prestare attenzione al lato testuale legato alla descrizione delle peculiarità del prodotto o servizio, il claim appunto, descrivendo i punti di forza, i vantaggi che fornisce e ciò che lo distingue dalla concorrenza.
Ovviamente i claim attraversano diverse fasi passando dall’apice, per poi giungere al declino, finendo nel cosidetto “dimenticatoio”, lasciando spazio a nuovi.
A conferma di questo principio interviene anche l’Osservatorio Immagino 2019 che, in seguto ad un’attenta analisi ha stabilito che, tra i claim attualmente disponibili, in crescita risultano ad esempio “bio”, “senza zuccheri aggiunti”, “integrale”, “senza antibiotici” e “non fritti”, ma anche ingredienti trendy tra cui cocco, matcha e semi. Per i prodotti Lifestyle crescono “halal” e “kosher”.

Tra quelli in declino, invece, emergono ad esempio “senza coloranti”o “senza zuccheri”, ormai dati per scontato dai consumatori.

Analizzando l’ambito “food”, è importante considerare l’italianità dei prodotti, in quanto argomento degno di nota.
L’Italianità attira molto l’attenzione di consumatori, rendendo la bandiera italiana sulle etichette dei prodotti un punto di riferimento per i consumatori. Apprezzato ma attualmente in declino, risulta invece il “100% italiano”.
Analizzando poi le categorie dei “senza” e dei “rich in”, tra cui ad esempio “senza coloranti” o “pochi grassi”, sembrano non essere più ai livelli di un tempo, ad eccezione di “senza olio di palma”.

Al contrario, la categoria “rich in” guadagna terreno, grazie ai claim come : “ricco di fibre/probiotici” e “integrale”.

Infine, sul lato consistenza, spiccano “croccante”e “sottile”, mentre scemano “speziato” e “aromatizzato”.
È bene però ricordare che, un uso eccessivo di claim uguali fra loro può creare confusione, danneggiando la fiducia dei consumatori nei confronti dl brand: meglio quindi affidarsi sempre a semplicità e unicità!

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