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Non commettere fallo, non farti richiamare!

2019/11/26

Basta una disattenzione o un piccolo errore per far ritirare il tuo prodotto dal mercato, con conseguenze pesanti.

Nei grandi incontri di calcio spesso succede che negli ultimi minuti di una partita molto concitata i giocatori – vuoi per la stanchezza, vuoi per mancanza di lucidità – perdono il pallone e per recuperarlo commettono fallo.  In genere sono falli inutili ma l’arbitro deve fare il suo mestiere e sanziona come deve il giocatore.

Nell’industria Food & Beverage succede la stessa cosa: la concentrazione viene mantenuta durante tutta la fase di innovazione di un prodotto, poi, per le pressioni esercitate dal mercato o dalla proprietà il tempo sfugge e si perde la concentrazione. Si commettono errori che non vengono ravvisati anche da chi all’interno dell’azienda deve controllare.

Però non sfuggono ai consumatori o a chi deve vigilare e sono errori pesanti, che danno origine a richiami. È come se durante una partita di calcio, quando ormai si è certi della vittoria, l’arbitro ci sanzionasse con un’espulsione e un rigore contro!

I ritiri o richiami di prodotto stanno aumentando perché le aziende sono presenti su mercati internazionali. Cambiare un fornitore può portare a modificare l’etichetta in tutte le lingue e mercati in cui il prodotto viene commercializzato, per essere in linea con i regolamenti nazionali. Una criticità che può indurre a commettere errori se non gestita efficientemente.

Un altro motivo è la regolamentazione. Se da un lato questa diventa più severa, e porta a più richiami, dall’altro l’internazionalizzazione pone alle aziende il problema della difformità delle normative a livello geografico. 

Diverse ragioni possono portare a un richiamo. Secondo il registro della FDA, (Reportable Food Registry. -  Il report riassume i dati relativi ai primi cinque anni di funzionamento del Registro stesso, dal 8 settembre 2009 al 7 settembre 2014 -) i motivi principali sono i seguenti:

  • errori di etichettatura e confezionamento
  • terminologia errata nella lista degli ingredienti o nella dichiarazione "contiene allergeni"
  • mancanza di un ingrediente sull'etichetta
  • errata indicazione di un ingrediente da parte del fornitore

Nel Regno Unito il numero di richiami di prodotti alimentari con allergeni che non comparivano sull’etichetta è salito di oltre il 60% nel 2016 proprio a seguito dell’introduzione di una nuova legislazione. Gli allergeni non dichiarati stanno rapidamente emergendo come causa primaria dei richiami di alimenti: riguardano spesso frutta secca, latte, frumento, e sono il risultato di etichettatura errata o di contaminazione involontaria.

Trasmettere informazioni tecniche con telefonate, e-mail o fogli volanti non consente di tenere traccia di tutta la comunicazione intercorsa fra le diverse figure coinvolte nello sviluppo o aggiornamento dell’artwork.  Questo scambio frastagliato di informazioni è spesso l’origine di errori più o meno gravi che comportano comunque il richiamo del prodotto.

4Pack risolve la dispersione delle informazioni con un’unica source of truth, accessibile via browser, sicura e condivisa:

  • definisce tutti gli attori con i diversi livelli di accesso
  • crea i flussi di lavoro specifici per i diversi output
  • imposta un sistema di notifiche automatiche e avverte le persone coinvolte nel processo di creazione o aggiornamento del packaging
  • dialoga con i sistemi informativi aziendali e altre fonti per l’alimentazione e l’arricchimento dei dati
  • garantisce un’unica fonte di dati affidabile, sicura e certificata
  • evita le doppie battiture di testo e di conseguenza azzera i refusi

4Pack contiene funzionalità di Product Information Management (PIM) e Labelling & Artwork Management (LAM).  Queste funzionalità garantiscono una tracciabilità e conformità normativa, una maggiore organizzazione e controllo che portano a ridurre gli errori commessi durante le fasi di sviluppo e aggiornamento del packaging.

+ controllo – errori = 0 richiami